Dacia Sandero: come cambia a confronto con la precedente

Nel 2021 Dacia Sandero Streetway e Stepway raggiungono la terza generazione: abbiamo testato la sorella “avventurosa”, e per capire com’è cambiata, l’abbiamo messa a confronto con la vecchia Sandero Stepway. Ecco le differenze in 5 punti.

Dimensioni

Dacia promette un grande passo avanti in termini di qualità e solidità di questa vettura. Per confrontarla a dovere abbiamo preso come riferimento la scorsa generazione, sempre in declinazione Stepway: il restyling avvenuto nel 2016 per la seconda Dacia Sandero, lanciata nel 2012. Le due auto appaiono da subito simili, con un leggero incremento dimensionale tutto a beneficio dell’abitabilità interna. La lunghezza attuale di 4,09 m è praticamente identica alla scorsa, lunga invece 4,08 m; l’aumento dei volumi più interessante si sviluppa nella larghezza, ben 10 cm, passando da 1,75 m a 1,85 m; mentre l’altezza procede in controtendenza, risultando attualmente alta 1,59 m, più bassa della seconda generazione di Sandero Stepway alta 1,61 m. Rilevante l’aumento della capacità di carico del baule, che grazie ad una soglia più marcata guadagna 8 litri, 328 totali in luogo dei precedenti 320, ed aumentando anche il comfort di alcuni dettagli come il raddoppio di ganci sulle pareti del vano bagagli, 4 invece di 2.

Design

Se le proporzioni ed il design generale nella vista laterale sembrano familiari, e rendono simili “mamma e figlia”, frontale, posteriore e dettagli estetici fanno capire come la nuova Sandero abbia fatto il salto di qualità. Fanaleria LED anteriore e posteriore con inedita firma luminosa ad Y, fari che aiutano tantissimo a vedere – e farsi vedere – di notte. Il look si fa più aggressivo, la scorsa a confronto sembra morbida, un agnellino. I fari mostravano un design a gocce, dati gli elementi luminosi, ed il cofano più levigato, che sulla Sandero si fa più spigoloso con delle marcate nervature aerodinamiche. Rimangono familiari i richiami alla vita “avventurosa”, come le protezioni in plastica scura nella parte bassa della carrozzeria, gli elementi a contrasto in grigio sulla calandra ed il paraurti anteriore dallo stile fuoristrada. Un dettaglio importante è rappresentato dalle barre modulari sul tetto: non più fisse, ma configurabili trasversalmente o longitudinalmente in pochi minuti e senza troppi attrezzi. Gli interni sono stati stravolti, con nuovi materiali e note di colore, oltre che dalla tecnologia presente e da elementi come rotori del clima e pomello del cambio familiari con quelli della cugina Renault Clio V.

Qualità costruttiva

Il salto di qualità è sicuramente percepito toccando, sentendo e vivendo la vettura. L’abitacolo sembra più ricco e ricercato, con superfici di plancia e sedili soffici e dalle texture molto originali. Le plastiche e gli assemblaggi non mostrano alcun tipo di incertezza e anche il feedback “sonoro” dell’auto la rende più solida: la chiusura delle portiere e l’insonorizzazione alla guida sono un deciso miglioramento. In generale l’auto sembra studiata meglio della scorsa generazione, anche attraverso dettagli come il pulsante per l’apertura del bagagliaio e gli ugelli lavavetri che ora sono nascosti sotto le superfici di cofano motore e portellone, anziché a vista come nella precedente.

Tecnologia di bordo

La scorsa generazione di Sandero era già disponibile con il Media Nav, il sistema infotainment di Dacia con cartografie ed intrattenimento attraverso lo schermo touch da 7”. Il display guadagna un pollice in più di diagonale, arrivando ad 8” e donando all’utente una sensibilità migliorata dello sfioramento. Il layout delle finestre è stato rinfrescato ed oltre a Bluetooth e radio digitale DAB offre la connettività senza fili di sistemi come Apple CarPlay e Android Auto. Il tablet dell’infotainment è ora sospeso e montato più in alto, permette un miglior controllo della strada senza dover troppo spostare lo sguardo dal volante, e accanto ad esso Dacia offre un supporto ufficiale per lo smartphone, configurabile orizzontalmente o verticalmente e con una posizione studiata meglio della presa USB. Migliore è anche la tecnologia che assiste in termini di sicurezza: la Sandero Stepway del 2016 aveva in dotazione Cruise Control e assistenza per le partenze in salita; la Sandero 2021 offre anche il sensore dell’angolo cieco sugli specchietti retrovisori e la frenata d’emergenza.

Dinamica di guida

Tema fondamentale è la dinamica di una vettura che promette e mantiene già molto in ambito qualità e tecnologia. La nuova Sandero è costruita sullo stesso pianale dell’ultima generazione di Renault Clio, la quinta; la scorsa era invece rimasta indietro, condividendo la piattaforma con la Clio II. L’assetto garantisce un’ottima stabilità anche nelle curve più decise, migliorando il comportamento di una vettura così alta ma al tempo stesso riuscendo ad assorbire egregiamente le asperità della strada. I freni, il volante ed il cambio manuale sono stati rivisti in termini di un’ergonomia notevolmente migliorata. Il nostro confronto ha messo alla prova tra l’altro due Sandero Stepway dotate del 1.0 TCe, turbo benzina 3 cilindri abbinato al GPL. Per quanto siano entrambe decisamente convenienti anche in merito ai costi di gestione, la terza ha degli assi della manica importanti: modalità Eco che permette grandi risparmi grazie ad una risposta più docile del motore, sesta marcia di riposo invece della quinta, il massimo raggiungibile nella seconda Sandero, e una maggiore capacità effettiva della bombola di GPL. Con un pieno infatti, la vecchia Sandero trasportava 32 litri di GPL per circa 300 km di percorrenza, la nuova permette 450 km grazie ai suoi 40 litri effettivi. Il test concreto della convenienza dei consumi della terza generazione di Dacia Sandero è dato da un confronto a velocità sostenute: a 110 km/h in autostrada la vecchia Sandero girava a 2600 giri/min, mentre la nuova, senza alcuno sforzo, circola a poco più di 2000 giri/min. Parlano i numeri!

In collaborazione con Gruppo Marino.

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