Yamaha MT-07: the dark side of Japan!

Con oltre 125.000 unità vendute, la MT-07 ha tenuto la posizione numero 1 nella classe Hyper Naked da quando è stata lanciata. Il suo motore CP2 da 690 cc, la nuova evoluzione di questa giovane icona, rende difficile non poterla apprezzare per potenza e versatilità.

Il design

Yamaha, mettendo mano alla MT-07 aveva l’obiettivo di avvicinare la piccola bicilindrica alla MT-09, migliorandone la qualità percepita oltre che avvicinarla al family feeling delle sorelle minori e maggiori. Anteriormente, nella zona del piccolo muso, scopriamo una nuova firma luminosa a LED DRL che ricrea un illuminazione ad Y, totalmente differente rispetto al precedente modello; cambiano poi gli indicatori di direzione, anch’essi a LED e ora più filanti. Poco dietro, è facile notare anche la presenza di nuove prese d’aria collocate ai lati del serbatoio, quest’ultimo da 14 litri più pronunciato e muscoloso. Nella parte bassa poi, ci è subito facile notare un nuovo terminale di scarico, inedito rispetto alla precedente, adesso strutturato secondo uno schema 2 in 1. Salendo in sella, troviamo una presa più salda ed ergonomica, data dalla maggiore dimensione del manubrio – 3cm – e dalle pedane collocate al posto giusto come nella precedente versione. Protezioni dall’aria, come d’obbligo per tutte le vere Naked, non ce ne sono. La linea laterale risulta molto fluida e tagliata, donandole sportività e dinamismo anche da ferma. L’altezza della sella è di 81 cm ed insieme alle nuove forme del serbatoio, più pronunciato e muscoloso, riesce ad ospitare con facilità ed ergonomia piloti di taglia XL. Il posteriore, quasi immutato, chiude la nostra visione del comparto estetico di questa Hyper Naked. A chiudere il nostro ‘primo contatto’ con la nuova MT-07 ci pensa il nuovo quadro strumenti, con un inedito schermo LCD negativo simile a quello montato sulla Tracer 7.

Il focus

La nuova normativa di omologazione Euro 5 ha costretto anche Yamaha ad aggiornare la sua ‘rinfrescata’ MT-07. Il suo brillante bicilindrico 689 cm3 ora monta, oltre lo scarico 2 in 1, anche un nuovo condotto di aspirazione dell’aria, un sistema di iniezione rivisto e una nuova centralina. Il risultato? Yamaha dichiara un erogazione più lineare, capace di aver quasi annullato il classico effetto on/off della precedente versione ‘perdendo’ solo un CV rispetto al vecchio modello: ora infatti il CP2 eroga 73,4 CV con 67 NM. Dal punto di vista della ciclistica ed elettronica sono ben poche le novità e differenze rispetto al modello del 2014: il peso si ferma a 184 kg, solo uno in più rispetto a prima,  il telaio è stato confermato quello a struttura di diamante mentre le sospensioni sono solo state riviste nel setting. All’anteriore sono stati introdotti dischi freno più grandi, da 298 mm (i precedenti erano da 282) mentre le pinze radiali a quattro pistoncini sono arrivate direttamente dalla sorella maggiore MT-09; al posteriore il medesimo disco singolo da 245mm e pinza flottante a doppio pistoncino. Aggiornato inoltre il primo equipaggiamento gomme con delle Michelin Road 5, capaci di migliorarne il grip in caso di guida sul bagnato di dimensione all’anteriore 120/70 ed al posteriore 180/55. Totalmente nuovo invece il cambio, con un utilizzo dichiarato più deciso, dagli innesti secchi e precisi e dalla frizione progressiva ed intuitiva! Il suo ruolo è ben chiaro, sfruttare l’erogazione progressiva e graduale del bicilindrico per allenare ed addestrare i giovani centauri alla guida più impegnativa, quella da moto più vicine alla cilindrata a 4 cifre che non a tre, quindi pochi fronzoli e solo ABS come unico aiuto dato dal comparto elettronico! Capitolo consumi? Beh, dalla casa dei tre diapason è stato facile poter promettere nel misto i 5L/100km. Yamaha Mt-07 è disponibile a piena potenza o a 35Kw in tre colorazioni differenti: Storm Fluo, Icon Blue e Tech Black. Il prezzo, per la nuova MT-07 è di € 6.999, di poco superiore a quello della prima generazione lanciata nel 2014: si dimostra uno dei più interessanti in relazione al rapporto qualità/prezzo.

Altri articoli
BMW R 1250 GS HP: test ride dell’Adventure