Triumph Tiger 900: da Hinckley con furore

Abbiamo aspettato qualche mese prima di poter provare la nuova Triumph Tiger 900, finalmente l’abbiamo provata grazie a Triumph Puglia che ci ha messo a disposizione la top di gamma. Delle 5 configurazioni possibili della nuova Tiger 900, adattabili ad ogni esigenza quotidiana o meno, abbiamo testato la Rally Pro.

Particolarmente rinnovata a livello di motore, il radiatore appare sdoppiato rispetto alla vecchia Tiger. I cavalli sono rimasti gli stessi, 95, con una coppia massima di 87 NM. Le forcelle a steli rovesciati Showa rappresentano una delle principali novità con un’escursione di 240 mm. Chi ha detto 3 cilindri? La Tiger di casa Hinckley si è talmente rinnovata che secondo noi a stento si notano le differenze da un classica 4 cilindri in linea. Il motore guadagna un nuovo posizionamento rispetto alla precedente versione e ruota in avanti di 6,8°, 888 cm3 la cilindrata a scoppi irregolari. Queste differenze le donano sicuramente una maggiore fluidità in marcia, accompagnata da una risposta anche ai bassi regimi sempre adeguata e dal cambio quickshifter che permette di cambiare e scalare senza chiudere il gas. Certo il peso caricato un po’ troppo sull’avantreno nonostante il baricentro basso crea qualche difficoltà a chi per la prima volta si approccia al mondo dell’off-road e vorrebbe una moto un po’ più maneggevole, ma in generale i 200 kg e passa col pieno di questa Tiger non ne compromettono l’agilità in strada così come nella ghiaia. Il pneumatico anteriore tubeless a raggi gommato 90/90 se inizialmente può spaventare, grazie all’ingresso in curva fluido e dinamico, convince già dopo i primi km anche i meno esperti, e l’escursione della forcella anteriore da vera “endurona” non rappresenta un problema anche nella guida veloce dove ad aiutarci ci sono all’anteriore due dischi flottanti da 320 mm pinzati Brembo Stylema a 4 pistoncini e al posteriore un disco da 255 mm. Se non bastasse, gli angeli dell’elettronica – in questo caso ABS Cornering e traction control – intervengono quando devono in maniera sempre precisa e quasi inosservata. La strumentazione TFT è un oceano di schermate e informazioni, con più stili da adattare, sempre chiara e leggibile grazio allo strato riflettente viene poi integrata dal sistema di connettività MyTriumph che permette non solo l’accesso alle funzioni di telefonia e riproduzione, ma anche il controllo della camera GoPro e del navigatore. Dai blocchetti retroilluminati posti sul manubrio da 935 mm possiamo invece accedere direttamente alle 6 mappature della centralina e a tutti gli altri dati relativi alla guida e anche al controllo della pressione pneumatici. Ma l’estetica? Forse tra tutte le novità è la cosa che sicuramente salta più all’occhio, non solo per la fanaleria full LED ma soprattutto per la cura nei dettagli di questa nuova Tiger. Il design è lavoro dell’italiano Rodolfo Frascoli, che tra l’altro ne segue lo sviluppo sin dalla decisione, nel 2016, di rinnovare il modello, rendendola allo stesso tempo una Adventure perfetta per l’Offroad. E direi che ci sono davvero riusciti.

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