Skoda Enyaq: prova su strada del SUV della “rinascita”

Enya in gaelico vuol dire “Fonte di vita”: è questo il significato che Skoda ha deciso di dare al suo nuovo progetto, un SUV 100% elettrico dalle dimensioni importanti, dal look aggressivo ma caratterizzato da tutta la praticità ed intelligenza delle soluzioni che contraddistinguono le auto del brand boemo.

Gli esterni

In foto non si capisce bene quanto sia grande la Enyaq: vista dal vivo ha infatti proporzioni da monovolume importante, ma non rinuncia ad una dose di aggressività saggiamente mixata con l’imponenza della vettura, a tutto beneficio dell’aerodinamica. Ci basta menzionare infatti le modanature del paraurti anteriore, o le profonde nervature al centro del cofano e su tutta la fiancata, che si riuniscono allo sbalzo della vista posteriore. Proprio nel retro spicca il paraurti a contrasto, a ricordare come la Enyaq si proponga come una full electric nel segmento dei SUV. Le dimensioni di 4,65 m di lunghezza per 1,88 m di larghezza ed 1,62 m di altezza si sposano bene con linee molto marcate, i cerchi da 20” in design Vega, la calandra piena ed i fari Matrix LED all’anteriore che, aggressivi, condividono la tecnologia Crystal Lightning con i più eleganti gruppi ottici del posteriore. Qui è celato, apribile anche con un movimento del piede, il grande baule da 585 litri, dotato di vere e proprie chicche Simply Clever come il pannello con velcro per modulare e tenere fermo ogni tipo di carico. Il vano bagagli cresce in capacità fino a 1711 litri, abbattendo il divanetto posteriore seguendo lo schema 60:40.

Gli interni

Internamente la Enyaq ha molti orpelli esteticamente accattivanti, proprio come all’esterno: la plancia è sviluppata su cinque livelli di design e materiali scelti, dal soft touch al gloss black, passando per cornici cromate e pulsantiera sotto l’enorme schermo touch da 13” che però non toglie visibilità anteriore. Il volante già apprezzato sulla Kamiq è bellissimo, con sole due razze, molte bucature e due rotori dal feeling ottimo per controllare volume e radio: rende visibile in ogni momento il piccolo schermo dietro di esso anche durante le curve. I sedili invece possono, insieme al resto dell’abitacolo, essere rivestiti in materiali riciclati o pelle vera non trattata chimicamente, a seconda delle versioni: sembra una scelta piuttosto coerente per la produzione di un’auto elettrica. In generale l’estetica e gli assemblaggi sono molto curati. Alla guida la seduta permette di avere sempre sotto controllo anteriore e laterale grazie all’ampia vetratura ed un muso, quello della Enyaq, lungo solo sulla carta. La seduta è alta e regolabile elettricamente in decine di posizioni. In viaggio si sta in una dimensione da vera elettrica, con un’insonorizzazione eccellente dell’abitacolo ed un suono futuristico ma sobrio che, sotto i 30 km orari, avverte noi della velocità in partenza ed i pedoni del nostro sopraggiungere. Dietro la comodità è a cinque stelle, grazie alla mancanza di un tunnel centrale che rende quindi il pavimento completamente piatto, oltre a dettagli che coccolano chi siede nel posteriore come tavolini estraibili, tendine a scomparsa e poggiatesta modulabili per godersi ogni viaggio come in una suite. I materiali scelti richiamano l’anteriore per assemblaggi e qualità, ed il comfort è assicurato sia dalla comodità del divanetto che dalla presenza di prese di ricarica e bocchette dedicate per il clima.

La tecnologia

Auto elettrica uguale tech. L’equazione è giusta anche per la Enyaq, che segue la filosofia semplicemente brillante di Skoda. Se infatti il grande tablet touch da 13” dell’infotainment è ricco e fluidissimo, chi guida non viene distratto ma trova comunque tutto ciò che serve davvero in marcia attraverso la piccola strumentazione, 5,3”, dietro il volante. L’infotelematica comprende connessione, navigazione, Android Auto ed Apple CarPlay, oltre all’arricchimento di quattro prese USB-C totali nell’abitacolo ed una 230 Volt per chi siede dietro. Che intelligenza sarebbe, però, senza una seria dotazione di ADAS? I canonici air-bag e sistemi di ausilio alla marcia sono qui accompagnati dal cruise control adattivo, mantenimento del centro di corsia, riconoscimento della stanchezza del conducente, lettura dei cartelli stradali e avvertimento per il sopraggiungere dei veicoli per retro e lati.

Parliamo di numeri

Tre le motorizzazioni disponibili: la 50 da 50 kWh, appunto, capace di percorrere 340 km di autonomia con un motore elettrico da 150 CV, la 60 da 60 kWh con un motore elettrico da 180 CV che la spinge per circa 390 km di autonomia, e la 80. Vediamo se avete capito come funziona la nomenclatura elettrica di Skoda. E invece no, i kWh del pacco batterie sulla Enyaq provata da noi sono 82 nominativi e 77 effettivi. Un’autonomia di 510 km davvero realistica con 204 CV tutti sull’asse posteriore che donano all’auto 310 NM di coppia con una velocità di punta limitata a 160 km orari. Chiaramente l’autonomia dichiarata è raggiungibile attraverso la più parsimoniosa delle modalità di guida: non in Normal, non in Sport, forse in Individual, sicuramente in Eco. La ricarica è possibile a corrente alternata grazie al cavo Mode 3, per raggiungere il 100% in 7 ore e mezza ad 11 kW, in 11 ore a 7,4 kW ed in 22 ore a 3,7 kW. È però disponibile la ricarica fast con il cavo CCS Combo: la ultra veloce permette infatti di rabboccare dell’80% il pacco batterie in mezz’ora, con un picco di 130 kW di ricarica. 310 NM non sono pochi ma non sono neanche troppi: è un buon equilibrio per la Enyaq 80 che si muove fluida e senza scompensi, è questo il bello dell’elettrico. L’acceleratore è molto sensibile, sebbene l’auto non sia bruciante: si sente decisamente la coppia ma non siamo catapultati nell’iperspazio, pesa pur sempre oltre 2 tonnellate. Lo sterzo è diretto e con un raggio di sterzata incredibile che ci ha fatto decisamente ricredere sulle dimensioni enormi della prima volta che abbiamo posato gli occhi sulla Enyaq in concessionaria: l’abbiamo manovrata e parcheggiata facilmente anche per le vie più strette di Bari. Dinamicamente si comporta molto come una trazione posteriore e molto poco da SUV: insieme al baricentro basso si muove nelle curve con decisione, aderenza ed un rollio poco presente. L’assetto porta un buono smorzamento ed assorbimento delle asperità, nonostante le stesse si sentissero senza però spezzarci la schiena e fidatevi, qui a Bari ce ne sono di buche e radici su cui collaudarla. Infine il capitolo freni: davanti dischi autoventilanti, dietro… a tamburo. Ma non temete, trazione posteriore vuol dire un motore elettrico sull’asse posteriore che permette la frenata rigenerativa, regolabile in Drive con i paddle dietro il volante oppure con la massima potenza del freno motore in modalità Brake: il pedale ha la parte iniziale vuota e tutta votata al recupero di energia, ma fidatevi che una volta entrati nel meccanismo della one pedal drive, lo userete pochissimo e imparerete a prevedere gli spazi di arresto guidando con il solo acceleratore. I prezzi per la Enyaq 50 partono da €35.950, salgono a €39.950 per la 60 e €46.350 per la 80, per arrivare ai €57.080 della nostra configurazione.

In collaborazione con Skoda Amicar Bari.

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