Royal Enfield Interceptor 650: modern classic indiana low cost

Nel ‘62 Royal Enfield produce l’ultima Interceptor 750. Nel 2018 il ritorno con Interceptor 650: look modern classic, buona componentistica ed un ottimo rapporto qualità-prezzo. L’abbiamo provata per voi.

Il design

Riprendendo i canoni indiscussi delle affascinanti cromature sulle mitiche sportive anni ’60 e ’70, con questa nuova Royal Enfield Interceptor 650, la casa di Chennai mette in forte competizione l’egemonia di alcuni iconici modelli di questo segmento, andando a proporre un prodotto ricco di fascino, capace di duellare ad armi pari o quasi con competitor italiane e d’oltralpe. Esteticamente, carica di linee morbide e pulite, richiama fortemente i disegni del passato da cui attinge, dando ampia scelta di personalizzazione sia in colorazione – ben 7 le tinte disponibili -, che per una ricca gamma di accessori presenti in catalogo tra cui cavalletto centrale, telaietti laterali e borse, tutti presenti nella nostra specifica versione in colorazione Sunset Strip. Con un faro singolo circolare all’anteriore così come nel posteriore, l’illuminazione offerta è totalmente alogena, allineata alle caratteristiche dei modelli da cui prende ispirazione. Principali dotazioni tecniche di questa Interceptor 650 sono all’anteriore un disco singolo da 320 mm gestito da una pinza a quattro pistoncini firmata By Bre, linea più economica del blasonato brand Brembo. La forcella davanti è una telescopica con 110 mm di escursione e 41 mm di diametro.

Il serbatoio ha una capacità di 13,7 litri più riserva, con una forma a goccia che permette una facile seduta e la ricerca ottimale della propria posizione di guida. La sella, in colorazione nera, è alta da terra 820 mm e si arricchisce con una trama a cucitura in colorazione bianca. Con un peso di 202 kg a secco, la Royal Enfield Interceptor 650 non è sicuramente la più leggera tra i modelli presenti sul mercato in questa categoria. La sella, una tra le principali differenze con la cugina Continental GT, invita subito a salirci e permette di trovare, comodamente e senza affaticarci, la giusta posizione di guida, anche se in due. Il busto è dritto, le braccia riposate e con le pedane avanzate si riesce a trovare un buon comfort di marcia anche per chi, come nel nostro specifico caso, supera 1,85 m d’altezza. Sui fianchi laterali abbiamo gli scudetti di copertura con impresso il lettering del modello, e nel laterale destro viene celato un piccolo vano, dove si trova la leva di apertura per il sotto sella, capace di poter custodire solo i documenti e qualche altro piccolo attrezzo. La strumentazione è costituita da un doppio indicatore circolare analogico: nel primo troviamo il contachilometri con un piccolo schermo digitale all’interno, utile a controllare il livello carburante e conta kilometri, oltre che dotato di un duplice trip dei km parziali; nel secondo invece il contagiri. All’interno degli strumenti non abbiamo indicatore di marcia né computer di bordo. Come le vere classic del passato, l’Interceptor 650 dimentica le protezioni aerodinamiche a favore di una linea nel complesso equilibrata ed affascinante. Degna di nota poi, la presenza di un terminale di scarico doppio, uno su ogni lato e totalmente cromato. I cerchi sono da 18″ a raggi bicolore, con pneumatici 100/90 all’anteriore e 130/70 al posteriore. Conclude la nostra analisi estetica e ciclistica la presenza sotto la sella del doppio ammortizzatore regolabile nel precarico con escursione da 88 mm.

La prova

Nata per il trotto più che per il galoppo, privilegiando passeggiate domenicali nelle stagioni più tiepide al caotico traffico cittadino, questa Royal Enfield è regolare e sincera, comunica sin da subito quali sono i suoi limiti e le sue preferenze. Non amando la guida frenetica e sportiva, si lascia portare con facilità preferendo percorsi extraurbani, complice la presenza di un cambio votato alle marce alte di riposo. Le alte velocità extraurbane ed autostradali non sono il suo “piatto preferito”, complice la mancanza di protezioni aerodinamiche ed una battuta di pneumatico ridotta rispetto ad altri modelli simili. L’Interceptor 650 restituisce sempre una buona sensazione di controllo e stabilità, specialmente su asfalto poco liscio e su lunghi curvoni veloci, avvertendoci subito dei limiti da non superare. Grazie ad uno sterzo ampio e ben preciso, questa bella dal fascino retrò in oltre 500km di prova è riuscita a superare anche il caos cittadino, affrontando con disinvoltura le rotaie dei tram, il pavé dei centri storici e le sconnessioni di buche e tombini.

Le forcelle hanno superato le nostre aspettative, riuscendo nel complesso a comunicarci un feedback quasi sempre sincero e modulare, senza troppi sobbalzi o risposte secche, date dal manto stradale non sempre eccelso delle nostre strade. È una “bella rilassata”, di quelle a cui piace essere guardate ed osservate più che viste di sfuggita. Al termine di questo test ride ne abbiamo apprezzato tanto l’erogazione pronta del motore, corposa e costante già dai 2000 giri fino ai 5500, sopra i quali non ha senso portarla. Cuore pulsante di questa media indiana è infatti un 648 cm cubici, bicilindrico raffreddato ad aria ed olio ad iniezione elettronica, con un mono albero a camme. La potenza sviluppata è di 34,9 kW a 7150 g/min (poco meno di 48 cavalli, guidabile quindi anche con A2) con una velocità massima dichiarata di 164 km/h. Sono 52,3 i Newton metro di coppia a 5150 giri e, considerando le marce corte, si fa subito ad entrare nel punto di coppia massima. La trasmissione è a catena, il cambio è un classico sei marce con innesti secchi e precisi. I freni, seppur solo su 2 dischi, riescono a gestire con progressione e presa una potenza che non sente la mancanza del secondo disco sull’anteriore. Per quello che riguarda l’elettronica di bordo, troviamo la presenza solo dell’ABS: l’unico ma giusto aiuto alla guida, per gestirla e guidarla nel modo più vero e sincero possibile, come un tempo si era soliti fare con le sue progenitrici. I nostri consumi sono stati differenti da quelli dichiarati, complice l’utilizzo del mezzo per tanti e troppi km in città, portandoci ad ottenere una media di circa 17-18 km a litro.

Nel complesso delle nostre valutazioni l’abbiamo promossa, complice anche un prezzo d’attacco molto interessante, pari a €6.390,00 in colorazione “Ventura Blue”; tutte le Interceptor sono offerte, a prescindere dalla configurazione finale, di 3 anni di garanzia ed assistenza stradale. La versione provata da noi monta differenti accessori, ed in questa configurazione raggiunge un costo di €7.450,00.

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