La storia della Fiat 124 Abarth

La Fiat 124 Sport Abarth Rally, comunemente conosciuta come 124 Abarth, rappresentò la declinazione corsaiola dell’iconica 124 Sport Spider. Un progetto sviluppato in cooperazione tra FIAT e Abarth dal ’72 al ’75, con l’intento di ricevere l’omologazione per il l Gruppo 4 del campionato mondiale rally.

Il progetto

Nei primi anni ’70 erano diversi i piloti privati che, con delle 124 Sport Spider 1600 elaborate, gareggiavano in diversi rally internazionali, confermando le qualità tecniche e di handling della vettura. Poche e semplici erano le modifiche che ne miglioravano le qualità: un motore rivisto per efficienza e doti sportive, sospensioni potenziate per una maggiore rigidità ed una notevole riduzione del peso complessivo. Tutto ciò portò all’attenzione di FIAT il potenziale della 124 e venne dato così compito alla squadra Abarth, ormai trasformatasi nel reparto corse del gruppo, di svilupparne una ufficiale. Su base Sport Spider, che vantava un telaio a passo ridotto, venne applicato un hard top nero opaco. La cura vitaminica portò con sè una notevole elaborazione meccanica basata sul bialbero di 1756 cm³, l’alleggerimento della carrozzeria mediante l’utilizzo di un cofano – diventato poi segno distintivo del modello – in materiale plastico nero opaco, alluminio per portiere e parafanghi, l’eliminazione dei paraurti e la riduzione dell’allestimento interno. L’elaborazione del motore prevedeva l’adozione dei seguenti particolari: carburatori doppio corpo IDF 44 con venturi da 36mm e un nuovo impianto di scarico con collettori tubolari 4-2-1. Gli assi a camme restavano invariati rispetto al modello 1800 ma con un fasatura diversa. La Fiat Abarth 124 Rally stradale, che venne presentata nel novembre 1972 e costruita in soli 900 esemplari, fu in grado di arrivare ad erogare 128 cv sulla base del bialbero di 1.8L. Le versioni da gara, con cubatura maggiorata a 1998 cm³, insieme ad una iniezione meccanica e, successivamente di testata a 16 valvole, raggiungevano potenze comprese fa 190 ed 215 CV. Tre furono le colorazioni disponibili per la carrozzeria: azzurro chiaro, rosso vivo e bianco, tutte con cofano nero opaco. L’auto vantava un retrotreno a ruote indipendenti con la possibilità, su richiesta di un differenziale autobloccante, un tetto più rigido, la possibilità di montare sedili sportivi Fusina ed un aggiornamento degli interni. Ulteriore innovazione furono le sospensioni posteriori a ruote indipendenti che offrivano, insieme a cerchi in lega con pneumatici maggiorati, la possibilità di regolarne l’assetto. Anche l’impianto luci venne potenziato con 4 fari di profondità supplementari.

Le competizioni

Molti e brillanti furono i risultati conseguiti dalla piccole scuderie nei campionati minori che riuscirono a rendere competitive le “124 Spider” di serie con il kit messo in vendita da Abarth, la cui richiesta fu ben superiore al numero di kit prodotti. La Abarth Rally ottenne molti successi in campo italiano ed europeo, ma non vinse il titolo mondiale a causa della presenza della Lancia Stratos, con laa versione stradale che uscì di listino nel 1975. Nell’autunno del ’69 la dirigenza FIAT decise di far approntare, a un improvvisato reparto corse interno, 4 vetture per partecipare in forma ufficiosa al Campionato Italiano Rally e ad alcune gare del mondiale. La stagione sportiva del 1972, che vide la discesa in campo dell’ufficiale “Squadra Corse FIAT”, si dimostrò fruttuosa per le “124 Abarth” che riuscirono a vincere 11 delle 21 gare disputate, aggiudicandosi il Campionato europeo rally, con l’equipaggio Pinto-Macaluso.

Il debutto ufficiale

Data la palese obsolescenza dell’ormai datata Lancia Fulvia Coupé e il non concluso sviluppo della Stratos, FIAT decise di affrontare la stagione sportiva 1973 facendo rappresentare il gruppo dalla “124” anche al livello mondiale. Nel novembre 1972, al Salone di Torino fu presentata la Fiat 124 Abarth, dichiarando la costruzione entro la fine dell’anno dei 500 esemplari occorrenti all’omologazione nel Gruppo 4 – Gran Turismo Speciale. I preparatori e le scuderie sportive fecero a gara per aggiudicarsi uno o più esemplari, da mettere a disposizione dei piloti privati che partecipavano ai vari campionati nazionali e internazionali, tanto che la FIAT dovette raddoppiare la produzione inizialmente prevista. A livello mondiale, dal Campionato Internazionale Costruttori 1970 al Campionato del Mondo Rally 1975, per sei stagioni è stata la vettura di punta di casa FIAT, chiudendo al 2º posto della classifica costruttori per quattro stagioni consecutive, dal 1972 al 1975; pur mostrandosi tra le vetture più affidabili e competitive del panorama rally di questo periodo, infatti, la 124 Abarth ha dovuto soccombere in primis alle Fulvia Coupé e Stratos dei “cugini” Lancia, oltreché alla A110 1800 di Alpine-Renault. Innumerevoli i nomi dei piloti che ne presero le redini, portandola a podio e riconoscimenti: Pinto, Macaluso, Verini, Rossetti, Cambiaghi, Sanfront, Tacchini, Simoni. Al di là delle competizioni mondiali, tra i suoi successi spiccano le due vittorie nel Campionato europeo rally nel 1972 e 1975, e fu proprio il ’75 il suo ultimo anno ufficiale di competizioni; dalla stagione 1976, infatti, la 124 Abarth fu prima affiancata e poi definitivamente sostituita dalla nuova Fiat 131 Abarth Rally, sicuramente dalla linea meno sportiva, ma capace di ottenere migliori successi, come i ben cinque titoli mondiali negli anni a venire.

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