Triumph Trident 660: il ritorno di un nome iconico britannico!

Dalla mano di Rodolfo Frascoli, la Triumph Trident 660 dichiara guerra alle regine giapponesi di media cilindrata in campo naked. Con una ciclistica di prima scelta ed alcuni chicce estetiche e tecnologiche, la battaglia è appena inziata.

Il design

Con questa nuova inedita naked della casa, Triumph cerca di richiamare a se, con un’estetica ricercata, l’attenzione del mercato delle medie cilindrate scarenate, inserendola all’interno di un segmento quasi inesplorato fino ad oggi con questo modello. Anteriormente le forme sono dolci ed arrotondate: sul muso spicca in posizione alta e centrale un grande faro circolare singolo a LED, capace di gestire luci di posizione, anabbagliante ed abbagliante. Bello notare il dettaglio interno con il logo della casa incassato all’interno della gemma. Passando alla vista laterale, molto aggressiva, possiamo notare alcune piccole ed importarti attenzioni alla cura dell’assemblaggio ed alla ricercatezza estetica complessiva della nostra naked. Il serbatoio, grande e capace di ben 14 litri di capienza, è collocato in posizione abbastanza avanzata, rivolto verso il manubrio. Grazie anche a due fianchi ben svasati e sagomati fregiati da due protezioni in gomma, riesce a mettere in risalto il naming del modello, riportato su entrambi i lati. Nella parte bassa ovviamente, ben incastonato all’interno del nuovo telaio tubolare in acciaio, trova comodo alloggio il motore, aggiornato ovviamente alle nuove regolamentazioni Euro 5.

Una volta saliti in sella è facile notare l’ergonomia della seduta e soprattutto la facilità di poter avere tutti i comandi a portata di mano. L’altezza della sella inoltre, pari a 805mm da terra, consente a tutti, anche ai più alti, di poter trovare comodamente la propria posizione ideale. I satelliti sul manubrio sono dotati di tasti grandi e di facile intuizione d’utilizzo. Bella la presenza nel vano sotto sella di una presa USB-C, utile per poter collegare uno smartphone per ricaricarlo oppure, con la giusta lunghezza di cavo, un navigatore portatile. Nella parte bassa, per ultimo ma non per importanza, troviamo collocato lo scarico, in configurazione 3 in 1 con la presenza evidente all’occhio di un discreto catalizzatore. Posteriormente invece, il codone fluido e privo di qualunque particolarità estetica, culmina con alla punta il faro posteriore, anch’esso led e fregiato di logo Triumph all’interno della gemma. Bello e netto il distaccamento tra codone e, nella parte bassa inglobato nel passaruota, il portatarga e le frecce di svolta. Concludiamo constatando l’importanza al dettaglio che in Trident 660 viene esaltata in più aspetti, sia meccanici che soprattutto estetici con una ricca gamma di personalizzazioni.

Il focus

Punto di forza e plancia di comando della nostra tre cilindri britannica, è dato un pratico e completo display tft a colori dall’estetica vintage ma non per questo poco funzionale: da questo è possibile controllare facilmente tutto grazie ad una grafica ben leggibile ed alla quantità di informazioni riportate. La componentistica è di prima scelta: all’anteriore troviamo un forcellone Showa a steli rovesciati da 41mm mentre al posteriore, sempre Showa, un mono regolabile in precarico. A fermare in staccata la potenza di Trident ci pensa un impianto frenante Nissin, con doppo disco da 310 mm morso da pinze a doppio pistoncino mentre dietro un singolo disco da 255 mm e monopistoncino. Il tutto ovviamente viene affiancato da tecnologia ABS.

Il cuore di questa neo nata è un 3 cilindri in linea trasversale da ben 660 cm cubici capace di sprigionare 64 Nm di coppia a circa 6250 giri/minuti, inoltre bello sapere di poter contare del 90% di questa a partire già dai 3.000 giri. Dotato di iniezione elettronica ed avviamento elettrico con raffreddamento a liquido, che vanta una potenza di ben 81 cavalli su distribuzione bialbero. Degno di nota la presenza di ride by wire. Per il capitolo elettronica di bordo troviamo di serie il controllo di trazione e ben due mappature della centralina, Road e Rain. A questo poi, una calzata più che giusta alle prestazioni sopra riportate: gommatura 120/70 anteriore e 180/55 posteriore su cerchi da 17 pollici con pneumatici di primo equipaggiamento con Michelin Road 5. Il tutto muove un peso totale, in ordine di marcia, di 189 kg.

I consumi dichiarati non ci sembrano, alla luce della scheda tecnica, difficili da raggiungere: circa 5 litri ogni 100km per una percorrenza generale di circa 20km/L. Le colorazioni al momento del lancio sono quattro; Crystal White e Sapphire Black quelle di serie e Matt Jet Black e Silver Ice e Diablo Red le due optional al costo aggiuntivo di 100,00€. Disponibile anche in versione depotenziata a 35Kw, il suo prezzo di partenza è di € 8.195,00.

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